La forza della natura in un Bonsai

Dall’armonia di un Bonsai scaturisce sempre qualcosa di sorprendente. E’ lo spirito dell’albero. Il suo vigore, la sua grazia flessuosa, la saggia mutevolezza delle stagioni, la capacità della natura di sopravvivere alle avversità con forza silenziosa. Tutti aspetti di un senso che appartiene anche all’uomo e che nel Bonsai vengono estrapolati con caratteristiche ben precise attraverso un’arte paziente e millenaria. Spinto dall’amore per la natura e da umiltà, chi si prende cura di un Bonsai vi si dedica per lunghi anni  anteponendo l’essenza dell’albero alla propria idea, affinché cresca in salute e si esprima al meglio nel corso del tempo. Tanto che alcuni Bonsai attraversano il tempo e le generazioni.
Compiendo un piccolo passo indietro, un Bonsai è un piccolo albero in vaso allevato con cura dall’uomo, secondo un’antica disciplina proveniente dalla Cina e dal Giappone. Ma un Bonsai è dunque passione, arte, una filosofia di vita in cui l’uomo e la natura sono legati da un rapporto strettissimo, insomma una vera e propria esperienza che è sempre più diffusa anche nel nostro Paese.

9-ficus_retusa_millenario_crespibonsaimuseumDa qualche tempo – grazie a un regalo – ho potuto accostarmi anch’io a questo mondo estremamente ricco di conoscenza e bellezza. Così ho conosciuto la figura di Luigi Crespi e ho potuto visitare un luogo incantevole, che racchiude un’isola di silenzio e meraviglia: il suo “Crespi Bonsai Museum” di Parabiago (MI), primo museo permanente al mondo di Bonsai. Questo ‘gioiello’ di arte viva raccoglie la più vasta e completa collezione di Bonsai al di fuori del Giappone: esemplari eccezionali, unici e rari, opere create da quotati maestri del passato e del presente, molte delle quali superano i 100 anni di età fra cui spicca un Ficus Retusa di 1000 anni dal valore inestimabile (foto accanto, gentilmente fornita da CrespiBonsaiMuseum).

Luigi Crespi è stato fra i primi a importare Bonsai alla fine degli anni ’70, quando in Europa quest’arte affascinante era ancora praticamene sconosciuta. La passione per la natura e una genialità fuori dal comune hanno fatto di lui un personaggio unico nel mondo del Bonsai e del paesaggismo. Eclettico e sempre rivolto alla sperimentazione, è stato il primo in Italia a progettare giardini giapponesi. Nel 1979 ha fondato la Crespi Bonsai, nel 1991 il Crespi Bonsai Museum (foto in basso e immagine dell’articolo, gentilmente fornita da CrespiBonsaiMuseum) e l’Università del Bonsai, centri di numerose manifestazioni, attività formative e di divulgazione. Tra i molti premi da lui ricevuti spicca la prestigiosa onorificenza “Ordine del Sol Levante, Raggi in Oro e Argento” ottenuta nell’aprile del 2012 dal governo giapponese, per aver lavorato a favore della diffusione della cultura giapponese.

4-outdoorgallery_crespibonsaimuseummCon grande gentilezza Susanna Crespi – figlia di Luigi e Responsabile del Crespi Bonsai Museum e dell’Università del Bonsai – mi ha raccontato qualche particolare della loro realtà, nel corso di una piacevole chiacchierata: “Con l’Università del Bonsai e i corsi che organizziamo periodicamente, abbiamo notato alcune tendenze: sono soprattutto gli uomini che si dedicano al Bonsai, ma ci sono sempre più giovani che si accostano a questa arte. Certamente alla base c’è il desiderio di stabilire un contatto con la natura, ma anche la voglia di conoscere una disciplina così antica e affascinante.” E sul fascino dei Bonsai aggiunge: “Il bonsai stimolando la fantasia guida l’osservatore a un riflessivo e silenzioso dialogo con la natura. Chiunque è in grado di riconoscere la bellezza di questi piccoli alberi poiché, grazie alle loro dimensioni contenute, sono in grado di dialogare con l’uomo più facilmente. La bellezza e il fascino del Bonsai sta anche nel racchiudere la forza di alberi giganteschi in pochi centimetri, mantenendone intatta la naturalezza.” www.crespibonsai.com

Sono tante dunque le caratteristiche del Bonsai che contribuiscono a creare quella particolare bellezza, tanto armonica da non lasciar percepire il complesso lavoro che l’occhio esperto sa invece cogliere. E sono queste le qualità che continuano a ispirare diverse arti e discipline, che vi traggono spunto per creare nuove interpretazioni calate nella nostra realtà. Se pensiamo al design, per esempio, troviamo molti oggetti che richiamano in qualche modo queste piccole opere d’arte.

Di queste mi ha colpita un prodotto creato dal designer italo-giapponese Isato Prugger. Si tratta del portafiori-portacandela ‘Bonsai’ (foto in basso, realizzate da Tomaso Carbone e gentilmente fornite da Isato Prugger), nato come accessorio decorativo dalla forma delicata ed elegante, ma dalla forte carica espressiva. La candela prende ispirazione dall’archetipo di forma vegetale: poggiata su una base dai lineamenti orientali ricorda proprio l’arte del Bonsai. Dunque un richiamo nella forma, ma anche in quel mutare che accomuna le stagioni ai periodi della nostra esistenza. Bonsai infatti è progettato per una seconda vita volutamente non specificata, in modo da adattarsi a tutte le esigenze: porta fiori, svuota tasche, centrotavola, organizer per scrivania. Il materiale utilizzato è bachelite. Isolante e ecocompatibile (composta all’80% da polvere di legno o trucioli di noccioli di oliva) viene valorizzata con una lucida finitura dall’aspetto ceramico. Disponibile anche in una colorazione urushi (rosso e nero, i colori della lacca tradizionale giapponese) in diverse sfumature mai uguali l’una dall’altra.

Nato e cresciuto in un ambiente multiculturale, sua madre è giapponese e suo padre italiano,  Isato Prugger lavora animato da un’insaziabile curiosità e da una minuziosa attenzione ai dettagli. Dopo la Laurea al Politecnico di Milano, diverse esperienze didattiche e lavorative lo hanno portato da Milano a Stoccolma e Dongguan (Cina), dove ha sperimentato e approfondito diversi approcci al design. Nel 2016 ha fondato l’Isato Prugger Design Studio e oggi vive e lavora a Milano. www.isatoprugger.com

di Anna De Pietri

06 marzo 2017