Dentro le tele “No Nation” di Vanni Vaps

La mostra “No Nation” dell’artista e illustratore Vanni Vaps al Temporary Workspace di Novotel Milano Malpensa Airport si è  conclusa da poco. Siamo entrati nel mondo del suo autore e, insieme a lui, siamo andati alla scoperta del concept di questo progetto. 

Nella hall di un albergo incontriamo persone. Al gate di un aeroporto ci muoviamo fra le persone. Ci guardiamo, ci ascoltiamo. Il suono di lingue differenti riempie questi non-luoghi raccontando culture diverse che si muovono per il mondo interagendo in mille modi diversi. E’ questa la vibrazione che anima una serie speciale di tele realizzate da Vanni Vaps per la sua mostra personale intitolata “No Nation”, ospitata al Temporary Workspace di Novotel Milano Malpensa Airport nello scorso maggio.

MAMUTHONES
Mamuthones, di Vanni Vaps (foto gentilmente fornita dall’autore)

La mostra – conclusa pochi giorni fa – è stata un tributo del tutto personale e originale di Vaps, artista e illustratore, al nostro “mondo” di ieri e di oggi con un lavoro inedito, realizzato per l’occasione, che ha trovato il suo spazio ideale in un luogo di passaggio e incontro di visitatori provenienti da tutto il mondo. Lingue, tradizioni, costumi, cultura e storie diverse raccontano il carattere di un popolo. Simili o molto diverse, le etnie che hanno abitato e abitano il mondo, lo rendono tanto vario quanto affascinante. Dalle maschere africane ai leggendari Samurai giapponesi, passando per Mamuthones (a sinistra foto gentilmente fornita dall’autore), Eschimesi e i Vichinghi, sono tutti portatori di messaggi, forme e colori. Tutte sensazioni interpretate con uno stile estremamente pulito e grafico dei soggetti.

In “No Nation” abbiamo trovato una nuova declinazione del segno riconoscibile di Vaps, artista che si muove con grande agilità tra il foglio bianco e i muri di grandi dimensioni. Vanni, in arte Vaps, vive e lavora a Milano. Ha sempre disegnato e ama la grafica, i graffiti e la musica. Dice di sè che in giro, lo si può riconoscere da barba, cappellino e occhi azzurri. Ma noi aggiungiamo che lo si può riconoscere benissimo anche dalle tracce che ha lasciato in campo grafico ed editoriale. Gentilissimo, ci ha raccontato un po’ della sua arte e dell’esperienza di “No Nation”…

Vanni, la mostra “No Nation” che si è conclusa da poco è stata molto apprezzata. Cosa ha ispirato le tele che hai realizzato per questa occasione?

GEISHA
Geisha, di Vanni Vaps (foto gentilmente fornita dall’autore)

Vivo a Milano, che è a due passi dall’aeroporto Malpensa, l’idea della mostra è nata con l’intento di dare vita e contenuti a quei “non luoghi” quali gli hotel accanto agli aeroporti, con una mostra. Lo spazio in cui si è tenuta l’esposizione è un albergo molto bello, visitato e abitato da tante persone di ogni nazionalità e etnia. Per questo ho scelto il tema della multietnicità, della globalizzazione e delle diverse culture del mondo. L’ispirazione per il tema è nata sicuramente da questo, mentre per i soggetti ho fatto uno studio sui costumi dei paesi del mondo, mischiandoli ai miei animali ormai classici.

Quali scelte grafiche hai esplorato in questa mostra?

Una delle scelte grafico-visive è l’uso di tre colori oltre al nero, perché volevo che ci fosse un filo conduttore fra tutte le tele (già distanti per i soggetti), e il mio essere ‘grafico’ mi ha portato a scegliere le cromie. Un altro focus è la quasi totale assenza di sfondi, per dare risalto e contrasto al soggetto rappresentato, che ha intorno solo il bianco o il nero e stelle luminose bianche o nere.

Hai dei punti di riferimento?

Ho punti di riferimento che mi portano a fare diverse scelte stilistiche. Alcuni sono gli artisti che seguo, altri sono siti web, riviste e giornali, altri arrivano da quello che ho immagazzinato nel corso di anni di studio, ricerca e lavoro. Un ambiente che mi ha influenzato moltissimo per esempio è Feltrinelli Editore, in cui ho lavorato per qualche anno.

In che modo la tua arte ti rappresenta e in che modo rispecchia un sentire collettivo?

Mi rappresenta per tante cose: i soggetti che disegno hanno sempre qualcosa di mio, anche inconsciamente, dal cappellino (che indosso sempre), ai tatuaggi, alla sigaretta, al contesto in cui sono inseriti; i colori sono i miei preferiti, e spesso mi trovo a non riuscire a usarne altri perché li sento poco “miei”. Invece non saprei dire se e in che modo rappresenta un gusto collettivo. Ma ho notato più di una volta – e non solo coi miei lavori – che ci sono dei soggetti che piacciono di più innegabilmente, le icone pop, i personaggi dei cartoni e dei fumetti, insomma quelli che la gente riconosce istantaneamente e può apprezzare senza troppi sforzi. Non so dire se sia un bene o un male, ma per quanto mi riguarda è una cosa divertente e indipendentemente da questo continuo a fare quello che mi piace e a portare avanti i miei progetti.

Se volete entrare nel mondo di Vanni Vaps potete andare su www.behance.net/vaps.

 

Anna De Pietri

08 giugno 2017