Nuovi tessili: parola d’ordine reinventare

Coperte, tappeti e rivestimenti per la casa vengono reinventati da giovani designer che si spingono verso il nuovo, mostrando un rapporto non-convenzionale con il passato. E chi lo dice che modificando l’ordine dei fattori il risultato non cambia?

Dimmi che rapporto hai con la tradizione e ti dirò chi sei. Di certo oggi ci piace remixare, andare oltre le convenzioni, vedere quelle che sembravano certezze – o ricordi lontani – da un’altra angolazione, e i confini mentali così come le etichette generazionali ci vanno sempre più stretti. Oggi il mondo e la massiccia diffusione social-digitale ci danno uno spintone per uscire da solchi già tracciati e battere strade nuove. Così anche gli oggetti più normali e quotidiani diventano specchio di questo nuovo andamento. Oggi parliamo di tessili, ovvero coperte, tappeti, rivestimenti per sedie e divani, che nella casa hanno il compito di dare calore, ma anche di proteggere e rifinire il nostro spazio.

Alcuni giovani designer passati per il Salone Satellite di Milano  hanno presentato prodotti che mostrano la capacità di reinventare il passato sotto diversi punti di vista. Due in particolare mi hanno colpita per i loro approcci. Si tratta di due donne e fra di loro troviamo chi ha reinterpretato lavorazioni tradizionali creando tessili dall’appeal e dalla funzionalità nuova, e chi invece ha acquisito le forme e le tradizioni del passato per poi inventare nuovi tipi di lavorazione creando tessili innovativi che cambiano, oppure tessili con cui interagire.

 

Partiamo dal Belgio con la designer Coralie Miessen che, nella sua collezione di coperte e rivestimenti Smock (in basso, foto di Héloïse Rouard), ha preso ispirazione da un’antica tecnica di ricamo, in cui un sistema di pieghe e fili tirati trasforma una superficie piana e le dona volume ed elasticità, per creare una trama di lana e fili elastici oppure lana e lycra capace di adattarsi a diversi utilizzi. La designer belga utilizza questa tecnica per giocare sull’aspetto double-face dato dal sistema a righe. L’utilizzo di fili elastici le permette di sbarazzarsi dei fili tirati e di razionalizzare la confezione. http://www.coralie-miessen.be/

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Dal Giappone invece, i tessuti della giovane Yuri Himuro creano suggestioni visive inaspettate. La tradizionale sensibilità nipponica per la stagionalità è interpretata in modo quasi cangiante nella collezione Motion Textile Series (foto gentilmente fornite da Yuri Himuro), che utilizza lana, poliestere e poliuretano. Da un’angolazione, comincia a nevicare sul paese della serie ‘Yuki’ che, se guardato da un altro punto di vista, appare ricoperto di neve. Così anche i ciliegi addormentati della serie ‘Sakura’ nascondono una piena fioritura. Se osserviamo invece la collezione personalizzabile di tessuti Snip-snap che letteralmente ‘taglia-e-strappa’ (foto gentilmente fornite da Yuri Himuro), la designer ci dà la possibilità di creare sulla stoffa il nostro paesaggio oppure di realizzare le immagini della nostra fantasia con il semplice utilizzo di un paio di forbici, fra sorpresa e interazione. Come ci ha raccontato Yuri Himuro, in Giappone c’era una tradizione che includeva una certa giocosità in espressioni creative conosciute come ‘Asobi-e’, molto popolari durante il periodo Edo. Su questo soggetto la designer ha compiuto alcune ricerche che hanno arricchito il suo background, però le ha volute superare concentrandosi sull’innovazione.  http://h-m-r.net/

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